La mungitura delle pecore a mano “parte 1″

20150514_065601In uno dei precedenti articoli abbiamo accennato di zio Vittorino, il mungitore più veloce della Sardegna, che con le sue dodici dita non aveva rivali.

La sera che è passato in azienda, giorni fa, abbiamo parlato di quando lui, da giovane praticava la mungitura a mano. Nel sentirgli raccontare quei tempi passati, come una moviola mi ha fatto ritornare indietro nel tempo, quando anche io mungevo le pecore a mano e in quel momento ho pensato che potevo descrivere questa operazione che oggi con l’utilizzo delle mungitrici meccaniche è quasi in disuso.

Esistono sostanzialmente due tecniche di mungitura delle pecore: la cosiddetta mungitura “da seduti” e quella “a cavallo”. Come dice la parola stessa, da seduti la pecora si munge dal dietro, stando seduti su un apposito sgabello o mettendosi accosciati; questa moda è diffusa sopratutto nel nord della Sardegna. Nel resto dell’isola si munge prevalentemente a cavallo e consiste nel bloccare la pecora in mezzo alle gambe tenendo la schiena china con la testa rivolta verso il secchio.

Prima la mungitura era l’operazione più faticosa del pastore e impegnava una buona parte della giornata, ma anche la più gratificante, era il momento in cui si vedeva e si toccava materialmente con mano il frutto del proprio lavoro.

La mungitura della pecora, che deve simulare la suzione dell’agnello: inizia con il massaggio della mammella che in questo modo si rilassa e provoca il rilascio di ossitocina favorendo la fuoriuscita del latte. Il massaggio viene accompagnato con un parlare sottovoce, rassicurante ma al tempo stesso autorevole, ciò mette in simbiosi il mungitore e le proprie pecore e si instaura un rapporto delicato e affettuoso.

Ora iniziamo col mungere una pecora da seduti: Per prima cosa appoggiamo il secchio per terra inclinandolo leggermente, in questo modo dopo i primi spruzzi si forma un po di schiuma impedendo al latte di schizzare dappertutto, stringiamo la base del capezzolo con il pollice e con l’indice, così facendo si intrappola il latte al suo interno. Stringere con il dito medio, poi con l’anulare e poi con il mignolo in un unico movimento progressivo.

Durante la fuoriuscita del latte bisogna mantenere stretta la presa del pollice e dell’indice, altrimenti il latte ritorna indietro dentro la mammella. In contemporanea alla fine della spremitura si rilascia la base del capezzolo per consentire al latte di riempirlo. Con le pecore che hanno i capezzoli più piccoli si possono usare meno dita, togliendo prima il mignolo poi l’anulare, usando solo il pollice l’indice ed il medio. Si alternano le prese con entrambe le mani in movimenti regolari, che diventano sempre più veloci fino a trovare il giusto ritmo.

Ora provate anche voi, immaginando di avere un capezzolo in mano, guardando i movimenti delle dita e pensando a Zio Vittorino che con un mignolo in più quanto più latte riusciva a togliere.

Una volta che il latte non fuoriesce più si procede alla sgocciolatura che si effettua spremendo il capezzolo col pollice e con l’indice portandoli dalla base verso il basso. Questa tecnica si usa con le pecore saccaie e con le primipare che non essendo abituate alla mungitura non stanno ferme e danno calci, quindi con una mano si tiene ferma la pecora e si munge con una mano sola, prima un capezzolo e dopo l’altro. Questa operazione è molto faticosa e delicata, infatti c’è il rischio che scalciando mettano la zampa nel secchio e che si sporchi il latte.

Per i non addetti ai lavori: la mungitura in inverno e in primavera si fa una volta la mattina e una la sera, rispettando le dodici ore. D’estate, producono meno latte e si fa una sola volta al giorno.

Ora mi fermo qui, non vorrei stancarvi troppo, nel prossimo articolo proveremo a mungere le pecore a cavallo, parleremo di “schiuma” e andremo a vedere come erano fatti gli antichi recinti dove un tempo si effettuava la mungitura.

Se vedete una pecora non lasciatevela scappare, ma soprattutto: non scappate voi, e… buona mungitura!

A presto, Pier Angelo.

Tula, 14 maggio 2015